Il Cerasuolo di Vittoria sbarca a Milano

Abbiamo partecipato il 18 gennaio a Milano alla serata Cerasuolo di Vittoria — Alla riscoperta del barocco siciliano, curata e condotta da Adriana Licciardello e Davide Gilioli.
Un vino eclettico, il Cerasuolo di vittoria. Un’annata non è mai uguale all’altra e nemmeno i produttori sono del tutto convinti nell’indicare i tratti distintivi dell’unica DOCG Siciliana. Ma pensandoci bene alcuni saltano fuori: la grande bevibilità, la piacevole acidità e la nota fruttata.

La DOC Cerasuolo di Vittoria nasce nel 1973, diventa DOCG nel 2005 ma affonda le radici nel passato; quasi duemila anni fa Plinio il Vecchio riferendosi ad un antenato di quello che probabilmente oggi è il Cerasuolo di Vittoria diceva del vino «che non doveva mancare in nessuna mensa regale di tutte le capitali del Mediterraneo.»

Due le versioni oggi per questa denominazione, il Cerasuolo di Vittoria e il Cerasuolo di Vittoria Classico, con un affinamento più lungo prima della immissione in commercio.

Siamo fra Gela e Vittoria, verso l’estremità sud-est della Sicilia, praticamente alla stessa altezza di Tunisi. Zona ventosa, clima secco, buon irraggiamento. Il terreno è sabbioso, terra rossa, ricca di ferro, forti escursioni termiche fra il giorno e la notte. Qui Nero d’Avola e Frappato, due vitigni diversissimi fra loro si uniscono nel Cerasuolo; forse è proprio questa dicotomia a renderlo un vino vincente.

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Il Nero d’Avola, probabilmente il più conosciuto vitigno siciliano. Grappolo medio, alato da una parte sola. Medio anche l’acino, di colore tendente al blu. Vinificato può dare grandi vini, con una buona predisposizione all’invecchiamento, dal colore ciliegia, aromi di frutta rossa, spezie, balsamici. Corposo e caldo in bocca con una buona trama tannica, ben bilanciato.

Il Frappato, molto fruttato, probabilmente il suo nome deriva proprio da una evoluzione dal termine fruttato, grappolo ed acino di medie dimensioni, buccia spessa, blu violaceo. Vinificato, si presenta anche lui color ciliegia, al naso offre sentori intensi, fruttati e speziati. Si presta bene all’invecchiamento.

Se di color ciliegia si parla per entrambi i vitigni, ecco che il dialettale cerasa spiega il nome del Cerasuolo. Prodotto in larghissima parte (80%) in biologico o in biodinamico è relativamente poco conosciuto in Italia mentre all’estero si fa apprezzare, ne sono testimoni le esportazioni: prevalentemente in USA, ma anche in Svizzera, Francia, Giappone.

Abbiamo degustato:

  • Cerasuolo di Vittoria DOCG 2014, Azienda Agricola Manenti
    Una grandissima bevibilità. Sentori fruttati di lampone e amarena, spezie, mineralità e un lungo finale mentolato. Tannino presente e garbato.
  • Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG 2014, COS
    Frutta e erbe aromatiche: ribes, mora, timo, rosmarino. Un tocco balsamico mentolato, ma anche rosa essiccata e spezie. Bella freschezza, bella componente tannica.
  • Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG 2013, Poggio di Bortolone
    Violetta, macchia meditarranea, prugna e more i sentori al naso. Tannini decisi ed avvolgenti ma non irruenti. Solo acciaio per questo Cerasuolo, e l’austerità si fa apprezzare.
  • Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG Don Vicè 2013, Gurrieri
    Il rosso rubino inizia a lasciare intravedere un orlo granato. Floreale di violetta va poi subito alla frutta, soprattutto prugna, ma anche la speziatura di cannella e la mineralità della grafite.
    Ripreso il bicchiere dopo qualche minuto, è un’esplosione di caffè e tabacco da pipa.
  • Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG Forfice 2011, Paolo Calì
    Rubino intenso, anche qui gli anni lasciano intravedere un bordo granato. Al naso la prima impressione è di sentori di evoluzione, catrame, cuoio. Prestando più attenzione ecco il fruttato, di prugna croccante e fragola. E’ un vino che preferirebbe essere accompagnato ad un piatto succulento anziché essere degustato asetticamente.
  • Cerasuolo di Vittoria Classico Barocco DOCG 2011, Avide
    Rosso rubino alla vista, al naso non manca nulla. Floreale di rosa, macchia mediterranea, carruba, pepe rosa. Ma anche fruttato di mirtilli e ciliegie, e non sfugge la spezia dolce dell’affinamento in barrique. Avvolgente in bocca, tannini delicati.

Articolo di Marco Misitano

Photo Credits: Consorzio Cerasuolo di Vittoria