Lo Scotch Whisky, i consigli di Claudio Riva per una corretta degustazione

Altra interessante serata organizzata da AIS Como quella di martedì 18 Aprile presso l’Associazione Cometa dove il protagonista assoluto è stato lo Scotch Whisky presentato da Claudio Riva, grande conoscitore e divulgatore di whisky, nonché fondatore di importanti realtà come Whisky Club Italia e I Love Laphroaig.

In scozia ci sono oggi 110 distillerie, di cui 48 sono concentrate nella zona dello Speyside.

Per disciplinare, lo Scotch Whisky deve essere prodotto utilizzando esclusivamente malto d’orzo, acqua e lievito, tradizionalmente con doppia distillazione e sottoposto a un processo di invecchiamento all’interno del territorio scozzese per un periodo minimo di tre anni, in botti di rovere di massimo 700 litri.

Ne deriva che, ad eccezione dei torbati dominati dagli aromi primari del malto peated utilizzato, il carattere di un whisky è strettamente legato all’interazione con il legno che oltre a cedere lentamente i suoi profumi crea una profonda contaminazione con il terroir. Si stima, infatti, che per effetto dell’evaporazione ogni anno circa l’1% del whisky contenuto nelle botti si disperda nell’aria — la cosiddetta parte degli angeli — e che l’ossigeno, penetrando nella botte, porti con sé tutti i profumi che caratterizzano l’ambiente esterno.

I consigli di Claudio Riva per degustare il whisky in modo ottimale

Che cosa fa un esperto per degustare al meglio un whisky di malto? Ecco qui i consigli di Claudio:

1. Aggiungete tre gocce d’acqua al whisky. Questo serve per far si che il whisky si apra al mondo esterno, soprattutto nel caso di un affinamento in legno prolungato.

2. Evitate di roteare vorticosamente il bicchiere. Fatelo ondeggiare lentamente in modo che l’alcool si attacchi alle pareti

3. Avvicinate il bicchiere al naso e procedere con olfazioni rapide e profonde. Durante le olfazioni ricordatevi di tenere sempre la bocca aperta.

4. Fate un primo assaggio. Prendete un sorso di whisky e tenetelo in bocca per almeno cinque secondi prima di deglutirlo.

5. Procedete con il secondo assaggio. È qui nel secondo assaggio che il whisky vi si racconterà definitivamente. Anche per il secondo assaggio ricordatevi di tenere in bocca il whisky per qualche secondo prima di deglutirlo.

Non riuscite a tenere in bocca il whisky per 5 secondi? Abituate gradualmente il palato.Se non siete abituati al gusto forte e pungente del whisky dato dall’elevato contenuto alcolico, Claudio consiglia di abituare gradualmente il vostro palato. Come fare? Iniziate bevendo insieme acqua e whisky, in modo da ammorbidire la pungenza dell’alcol.

Fatelo con stile: non mescolate acqua e whisky nel bicchiere (sacrilegio!), ma direttamente in bocca.

  • Prima di assaggiare il whisky, prendete un po’ d’acqua e tenetela in bocca senza deglutirla; a questo punto bevete anche il whisky e lasciate che acqua e alcol si mescolino regalandovi una sensazione più vellutata e meno pungente.
  • Riducete gradualmente l’acqua nelle degustazioni successive, per abituare lentamente il palato.

E ora… spazio ai whisky!

Eccoci finalmente arrivati al momento più atteso: la degustazione dei quattro malti, ognuno rappresentativo di una zona specifica della Scozia.

Auchentoshan 17 anni
Lowland Single Malt Scotch Whisky, 1998–2016, 46% vol.
Iniziamo subito con l’eccezione. Questo è uno dei rari casi di whisky di Scozia prodotto con tripla distillazione (tipicamente irlandese). Presenta un naso fruttato di pera williams, miele millefiori e note di pasticceria (cioccolato bianco). Grande pungenza in bocca data da una elevata nota alcolica, tornano le note dolci del legno con finale agrumato (cedro) molto piacevole
Clynelish 15 anni
Highland Single Malt Scotch Whisky, 2001–2016, 46% vol.
Decisamente piu complesso del precedente svela note di miele d’acacia, pesca matura, biscotto, cera. In bocca è più morbido e robusto del precedente con un finale decisamente speziato tra cui si riconoscono sentori di tabacco e liquirizia. Pur con lo stesso tenore alcolico del precedente non si avverte la sensazione di pungenza in quanto qui l’alcol è ben bilanciato dalla dolcezza e dalla struttura del malto
Glendronach 12 anni
Speyside Single Malt Scotch Whisky, 2004–2016, 51.1% vol.
Situata ad est dello Speyside produce un single malt caratterizzato dalla maturazione in botti ex-sherry, nel caso specifico ex-P.X. Si presenta con un bel colore ambrato ramato al naso uva passa, vaniglia, cannella, un whisky decisamente robusto, grande struttura che non fa sentire minimamente i 51% di alcool ma con un palato cremoso e vellutato.
Caol Ila 10 anni
Islay Single Malt Scotch Whisky, 2006–2016, 46% vol.
Finalmente arriva la torba! Caol Ila è uno dei riferimenti del whisky di Islay, dove per tostare l’orzo in fase di maltazione si usa l’unico combustibile naturale a disposizione: la torba. L’orzo si impregna del fumo di torba e tutto il suo carattere rimane nel distillato, caratterizzandolo con imponenti sentori torbati, affumicati, salmastri e iodati. Sono prodotti che o si amano o si odiano, senza mezze misure, ma che in ogni caso bisogna assaggiare perché solo così possiamo familiarizzare con questi profumi e sapori

Photo Credits: Claudio Riva