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Pranzo a Villa Crespi dallo Chef Antonino Cannavacciuolo, con abbinamento vini guidato da Guido Invernizzi

Sabato 4 novembre 2017,  AIS Como ha organizzato una gita fuori porta a Villa Crespi. Siamo ad Orta San Giulio, a poche decine di chilometri dall’aeroporto di Milano Malpensa, per un evento unico.

Scopriremo il percorso culinario di Antonio Cannavacciuolo che esprime, con portate che attraversano il ricordo delle sue esperienze di vita, il suo viaggio dal sud al nord Italia.

La villa sul lago: un posto magico, un luogo fantastico!

Insieme allo staff dello chef Antonino Cannavacciuolo, per gli amici “Tonino”,  verremo accolti da una location unica, bellissima: elegante ed accogliente il ristorante, il personale sempre pronto nel “viziarti” con un’esemplare professionalità che li contraddistingue nell’occuparsi di te e di ogni tua più piccola richiesta, ti faranno sentire come a casa.

Il buon e bravo Tonino è classe cristallina, e il grande entusiasmo e la passione che mette quotidianamente nel suo lavoro vi lasceranno senza parole.

Non perdetevi questo incredibile evento degustando dei grandi piatti abbinati a vini che ne esalteranno i sapori.

Il sommelier Guido Invernizzi, novarese di nascita, tiene regolarmente lezioni e degustazioni in Italia e all’estero, ci accompagnerà in questo viaggio, guidandoci, con la sua grande esperienza, nei diversi abbinamenti dove ci illustrerà la storia ed i sapori dei vini.

Programma

  • Ore 11:30: ritrovo a Villa Crespi con aperitivo di benvenuto.
    Arrivo con mezzi propri
  • Ore 13:00: pranzo con abbinamento vini.
  • Ore 16:00 circa: fine della giornata.

Vi suggeriamo, inoltre, di non perdere la possibilità di visitare il piccolo borgo medioevale di Orta, uno tra i 100 borghi più belli d’Italia. È facilmente raggiungibile a piedi da Villa Crespi con una camminata di circa 10 minuti percorrendo la via Panoramica. sono inoltre disponibili una serie di parcheggi per chi volesse, invece, avvicinarsi al centro con l’automobile.

Menù

  • Aperitivo: Frigerie servite al tavolo

Il buon viaggio di Antonino Cannavacciuolo:

  • Scampi di Sicilia alla “pizzaiola”, acqua di polpo
  • Riso Carnaroli all’olio, timo, limone e vongole
  • Testa e coda di manzo, purea di cipolla alla vaniglia e salsa al sedano verde
  • Pre Dessert
  • Dessert
  • Piccola Pasticceria

Variazioni al menù per venire incontro a intolleranze e ad altre esigenze verranno gestite previa precedente comunicazione.

Vini in abbinamento

  • Sarno, Fiano di Avellino Brut
  • Masseria Frattasi, Falanghina Bonée,2016
  • Oppida Aminea, Coda di Volpe 2015
  • Marisa Cuomo, Furore Rosso Riserva 2012
  • Giardini Arimei, Passito Secco, Vino da Uve Stramature

Acque minerali, caffetteria, amari e grappe incluse.

La scelta dei vini racchiude un percorso sensoriale guidato per l’occasione ed occasione imperdibile per tutti gli amanti dell’ottima cucina.

Quando?

Sabato 4 novembre 2017

Dove?

Ristorante Hotel Villa Crespi
Via Fava, 18
28016 Orta San Giulio, Novara (NO)

Quota di partecipazione

La quota di partecipazione è di 220,00 euro a persona, per un massimo di 30 posti.

Informazioni e iscrizioni

Per qualsiasi informazione potete rivolervi ad Andrea Campanari:

  • email: acampa@tiscali.it
  • cellulare: +39 338 198 5337

Per partecipare è necessario iscriversi compilando il modulo online:

Vi ricordiamo che le prenotazioni sono obbligatorie e sempre impegnative e devono pervenire entro e non oltre il 25 ottobre 2017.

I posti disponibili sono limitati e sarà data quindi conferma definitiva solo dopo il saldo della quota di partecipazione. La quota di iscrizione non è rimborsabile.

Un cordiale saluto a tutti.

Una gita fuori porta: la Cantina Bellavista

Cari amici,

sabato 6 maggio la Delegazione di Como ha fatto una bellissima gita “fuori porta”. Siamo andati in zona Franciacorta in visita ad una importante cantina: Bellavista.

La storia di questa bellissima realtà inizia nel 1977 quando Vittorio Moretti nel cuore della Franciacorta, sopra e sotto la collina Bellavista, bellissima collina morenica, decide in quell’anno di trasformare in azienda una piccola attività vitivinicola fondata su alcuni ettari di proprietà di famiglia.

Oggi sono più di cento vigne, studiate, amate e riconosciute per nome di straordinaria qualità, posizionate appunto sulla collina Bellavista, così chiamata per la splendida posizione che, da un unico punto, vede stringersi il lago di Iseo e la pianura padana sino alle Alpi.

Ogni lavorazione è curata nei minimi dettagli: dalla vendemmia separate a seconda dell’esposizione del vigneto, alle 1.600 pièces (piccole botti) per la fermentazione dei mosti, e al giacimento prezioso dei vini riserva. Tiraggio, rémuage, sboccatura, è tutto svolto manualmente.

Guidati dalla passione e dalla professionalità del bravissimo Francesco Pedrali di Bellavista, giovane laureato in agraria viticultura e enologia presso l’Università di Milano, abbiamo percorso i luoghi dove nascono i loro Franciacorta, per comprendere al meglio la loro filosofia produttiva che si nasconde dietro ogni calice di Bellavista. Una visita tra la sale di vinificazione, la bottaia e la sala di affinamento.

Il vino nasce da un enorme rispetto verso la natura, viene spesso rappresentato e raccontato come un valore, un’emozione. È una bevanda del corpo e dell’anima che ha saputo accompagnare la storia dell’uomo in ogni epoca, lontana e vicina. È un punto d’incontro, quasi un’avventura spirituale, in cui l’esperienza diventa la propria meta.

Con questa filosofia, ad ogni vendemmia, Bellavista riconosce per ogni filare la predisposizione e le potenzialità della grande annata, trattando e rispettando la vite con sapienza.

I vini millesimati di Bellavista sono prodotti in annate speciali, particolarmente fortunate, e sono l’omaggio alla tradizione dei grandi vini che trovano nell’armonia l’espressione migliore di un percorso che nasce nella vigna e trova poi perfezionamento nel gusto.

Oggi la cantina è guidata verso il futuro da Francesca Moretti, giovane enologa, che ha saputo rinnovare l’immagine e il marchio dell’azienda mantenendo un perfetto equilibrio fra tradizione e innovazione, in un’azienda stessa che ha reso Erbusco la Capitale della Franciacorta. ​Attualmente Bellavista conta circa 190 ettari vitati, che corrispondono ad un decimo del territorio vitato della Franciacorta per una produzione annua di circa 1.500.000 bottiglie.

A conclusione della visita abbiamo poi degustato la loro nuova cuvée Bellavista Vendemmia Brut 2011 Teatro alla Scala. Un Franciacorta che rispecchia il terroir e la filosofia di produzione della cantina stessa e che poi ritroviamo nel calice stesso. Il vino si presenta con perlage finissimo e persistente. Al naso esprime finezza, grazia ed al tempo stesso è generoso ed elegante. Ci sono note floreali di alloro, di biancospino che si accompagnano a sentori di agrumi canditi, di piccola pasticceria e di confetti. Al gusto è asciutto, elegante, aristocratico, segnato da un perfetto equilibrio tra freschezza e morbidezza. Sapido, chiude con un finale lungo, stupendo per pulizia e persistenza.

Finita la visita ci siamo poi diretti al ristorante, wine bar ed enoteca Dispensa Pane e Vini. Location molto bella ed accogliente. All’ingresso c’è un bellissimo bancone dove ci sono numerosi salumi e formaggi esposti e dove è possibile anche fare degli assaggi oppure prendere un aperitivo. Subito dopo troviamo una bella e grande area dedicata ad esposizioni di prodotti di eccellenza quali paste, conserve e oli, nonché una vasta esposizione di vini.

Abbiamo poi mangiato piatti tipici della tradizione locale accompagnati da bollicine franciacortine, anche qui il vino di Bellavista non poteva mancare!

Nel pomeriggio siamo rientrati a Como soddisfatti della bella giornata trascorsa.

Come sempre un grazie al Delegato Giorgio Rinaldi che ha saputo intrattenere e guidare l’intera giornata ma un grazie particolare anche a Giusy Ippolito per la sua grande disponibilità e professionalità nell’organizzare questo bellissimo evento.

«Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e… se ne parla»
Edoardo VII (1841–1910)

Alla prossima volta!

I vini macerati di Damijan Podversic

“Il vino è la poesia della Terra” (Mario Soldati). Così Damijan Podversic sintetizza in una frase la sua filosofia di vignaiolo. Siamo nel Collio, in provincia di Gorizia. Tra le colline di Gradiscutta e San Floriano. “Oggi,” racconta il produttore, “mi sento una persona fortunata, perché sto facendo quello che ho sognato sin da bambino, sogno di fare vino da quando avevo 12 anni. Molto importante è stata la figura di mio padre che, con il suo esempio, ha rafforzato in me l’amore per la terra. Il vino è l’unica cosa in cui sento di potermi azzardare a fare qualcosa di veramente personale. Bisogna osare, aspirare al massimo.”

“Chi non osa, non va avanti.” Damijan è un vignaiolo sensibile e determinato. Il vino, per il produttore friulano, nasce da un enorme rispetto verso la natura: lavorare con lei vuol dire rispettare i suoi tempi, che sono dettati dalla luna, dalle costellazioni e dai suoi elementi e organismi. Tutto questo è una buona parte del mestiere di contadino. Guardando attentamente scopriamo quanta vita c’è nella natura, dobbiamo sempre stare attenti a rispettarla e a non farla morire.

Damijan ha le idee molto chiare su ciò che ci vuole per fare un vino di territorio: terra, vitigno e seme. Sul monte Calvario c’erano dei vigneti vecchi e anche abbandonati. Lì ha iniziato ad acquistare piccoli pezzi di terra. Oggi su questi terreni hanno il loro nucleo più importante di circa sei ettari, impiantati con ribolla gialla, malvasia, friulano (tocai), merlot e cabernet sauvignon. A San Floriano un altro mezzo ettaro, che faceva parte dell’azienda di suo nonno, adibito a chardonnay. A Gradiscutta ancora due ettari in affitto con chardonnay, malvasia e friulano. A Piedimonte un’ulteriore ettaro e mezzo in affitto da 20 anni con friulano, chardonnay e malvasia.

Per decidere la vendemmia, cammina tra i suoi vigneti degustando la buccia e il seme, aspettando la fase lunare ideale. “Se l’uva non è matura non si vendemmia anche sapendo che perderò parte della produzione.”

Anche in cantina, come nel vigneto, il tempo è scandito dalle fasi lunari che determinano tutti gli stadi del lavoro. “La ricchezza dell’uva è racchiusa nella buccia e nel seme, elementi necessari nella fermentazione, solo così il vino risulterà completo”. Il mosto rimane sulle bucce finché non finiscono tutte le fermentazioni, nel frattempo si procede con il rimescolare (follatura), questa operazione viene fatta più volte al giorno per impedire il formarsi di fermentazioni batteriche. Nei suoi vini sentirete frutti di tutti i generi, dalla pesca agli agrumi alle erbe fresche, comunque sempre frutti maturi. Non troverete mai sentori erbacei, perché l’uva che vinificano è stramatura. È l’acidità che dà la freschezza in bocca, e se questa è naturale ed equilibrata non avremo la sensazione di amaro e slegato. Il vino che viene fatto è il giusto equilibrio tra ossidazione e riduzione.

Per Damijan il vino rimane tutto ora un grande mistero, davanti a cui inginocchiarsi. Il vino è cielo nella terra e terra nel cielo, il fil rouge che collega terrestre e celeste, trafiggendo l’anima dell’uomo, elevandolo spiritualmente e consumandolo fisicamente.

Anche su questo Damijan la pensa in maniera molto saggia: “Il vino è il cibo dell’anima e come tale deve essere rispettato, non bisogna abusarne. Se diventa il cibo del corpo è finita, si trasforma in una malattia.” Nonostante le oltre 30 vendemmie alle spalle, il vino non cessa mai di stupirlo ed è sempre una fonte di grandi emozioni.

Durante la serata abbiamo degustato sei etichette:

  1. Nekaj 2012
  2. Malvasia istriana 2012
  3. Kaplja 2012
  4. Ribolla gialla 2012
  5. Kaplja 2005
  6. Ribolla gialla 2009

1. Nekaj 2012 Bianco IGT

Bianco IGT — Friulano 100%
4 viti AIS 2017

Vinificazione: La fermentazione avviene in presenza delle bucce in tini troncoconici di rovere per 60–90 giorni. Finita la fermentazione, viene invecchiato in botti da 20 e 30 hl per 23 mesi e affinato in bottiglia per 6 mesi. I sedimenti presenti in bottiglia propri del vino lo conservano e lo proteggono.

Note di degustazione: Giallo dorato, dai sentori complessi ed eleganti, costantemente in evoluzione di frutta matura a polpa gialla, agrumi canditi e mela cotogna, con belle note agrumate sul finale. In bocca è morbido e corposo, sapido e intenso, ben bilanciato lungo tutto il sorso.

2. Malvasia 2012

Bianco IGT — Malvasia istriana 100%
3 viti AIS 2017

Vinificazione: La fermentazione avviene in presenza delle bucce in tini troncoconici di rovere per 60–90 giorni. Finita la fermentazione, viene invecchiato in botti da 20 e 30 hl per 23 mesi e affinato in bottiglia per 6 mesi. I sedimenti presenti in bottiglia propri del vino lo conservano e lo proteggono.

Note di degustazione: Giallo dorato. Al naso delicati sentori fruttati, dotato di una fresca ed elegante nota minerale. In bocca è morbido e dai tratti finemente aromatici sostenuti da una buona acidità.

3. Kaplja 2012

Bianco IGT — Chardonnay 40%, Malvasia istriana 30%, Friulano 30%
3 viti AIS 2017

Vinificazione: La fermentazione avviene in presenza delle bucce in tini troncoconici di rovere per 60–90 giorni. Finita la fermentazione, viene invecchiato in botti da 20 e 30 hl per 23 mesi e affinato in bottiglia per 6 mesi. I sedimenti presenti in bottiglia propri del vino lo conservano e lo proteggono.

Note di degustazione: Giallo dorato carico, quasi ambrato nel bicchiere. Al naso sentori intensi e concentrati di frutti dolci e maturi, pesca e albicocca candita, miele e spezie dolci con una spruzzata di agrumi. Il sorso è ampio e morbido, caratterizzato da un bell’equilibrio tra acidità e sapidità.

4. Ribolla gialla 2012

Bianco IGT — Ribolla gialla 100%
3 viti AIS 2017

Vinificazione: La fermentazione avviene in presenza delle bucce in tini troncoconici di rovere per 60–90 giorni. Finita la fermentazione, viene invecchiato in botti da 20 e 30 hl per 23 mesi e affinato in bottiglia per 6 mesi. I sedimenti presenti in bottiglia propri del vino lo conservano e lo proteggono.

Note di degustazione: Giallo dorato carico. Bouquet intenso ed etereo, con piacevoli note di erbe aromatiche e delicati cenni fruttati. In bocca è elegante e profondo, sostanzioso ma mai pesante, dotato di profonda mineralità.

5. Kaplja 2005

Bianco IGT — Chardonnay 40%, Friulano 35%, Malvasia istriana 25%
4 grappoli AIS 2009

Vinificazione: La fermentazione avviene in presenza delle bucce in tini troncoconici di rovere per 60–90 giorni. Finita la fermentazione, viene invecchiato in botti da 20 e 30 hl per 23 mesi e affinato in bottiglia per 6 mesi. I sedimenti presenti in bottiglia propri del vino lo conservano e lo proteggono.

Note di degustazione: Giallo dorato carico con sfumature ambrate, dai sentori intensi e complessi di frutta a polpa gialla dolce e matura, albicocca disidratata e candita, miele e vaniglia, con una leggera spruzzata di agrumi. In bocca è incredibilmente cremoso e ampio, quasi burroso con sentori speziati sul lunghissimo finale.

6. Ribolla gialla 2009

Bianco IGT Ribolla gialla 100%
5 grappoli AIS 2014

Vinificazione: La fermentazione avviene in presenza delle bucce in tini troncoconici di rovere per 60–90 giorni. Finita la fermentazione, viene invecchiato in botti da 20 e 30 hl per 23 mesi e affinato in bottiglia per 6 mesi. I sedimenti presenti in bottiglia propri del vino lo conservano e lo proteggono.

Note di degustazione: è caratterizzata da un luminoso giallo ambrato. Il vino possiede un bouquet intenso ed etereo, con piacevoli note di erbe aromatiche e delicati sentori fruttati. Al palato si rivela elegante e profondo, con un piacevole gusto fresco e minerale.

Astoria: l’arte del Prosecco

Martedì 21 Febbraio 2017 il Westin Palace Hotel di Milano è stato la splendida cornice in cui si è svolta la serata di degustazione dei vini dell’Azienda Astoria.

Il proprietario, Giorgio Polegato, ha presentato Astoria, che fa della qualità uno dei suoi motivi di vanto. L’Azienda Agricola si trova a Refrontolo (Treviso), nel cuore della zona DOCG Conegliano Valdobbiadene. Quaranta ettari, situati in una delle zone viticole più belle d’Italia, famosa per il suo clima, la dolcezza dei suoi colli e il susseguirsi armonioso dei vigneti. L’Azienda lega il suo nome al prodotto per eccellenza della tradizione enologica veneta: il Prosecco.

Quando si parla di Prosecco si parla soprattutto di numeri, e che numeri!

Grazie alla riserva vendemmiale si stima, al pieno potenziale, un incremento di circa 500 mila ettolitri che andranno ad aggiungersi ai 3 milioni di ettolitri della vendemmia in corso. Quantità che consentiranno così di imbottigliare circa 450 milioni di bottiglie. La domanda di Prosecco cresce a un ritmo superiore al 20% l’anno, soprattutto dall’estero, Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania in testa.

L’Azienda Astoria vende in 90 Paesi, spiega Giorgio Polegato, forte di un carico da 3,5 milioni di bottiglie l’anno. Entro 15 anni prevedono una produzione totale di Prosecco di un miliardo di bottiglie circa. Cifre da capogiro.

Ma Astoria non è solo Prosecco, produce anche vini barricati tra cui i Colli di Conegliano Docg Crevada e Croder e si avvale del supporto tecnico di uno staff di grande competenza.

La degustazione dei vini è stata guidata dall’enologo di Astoria Roberto Sandrin che ci ha fatto rivivere, grazie alla sua grande passione, tutti i processi fatti in azienda, passando dalla raccolta delle uve, alla fermentazione, alla rifermentazione in autoclave fino all’affinamento in botte e poi in bottiglia.

Vini in degustazione

Spumanti

Asolo Prosecco Superiore DOCG Extra Brut Fanò, 2016
Uve: Glera. Perlage: minuto e persistente. Al naso si presenta elegante con sentori fruttati. Bella freschezza.

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Rive di Refrontolo Brut Casa Vittorino, 2016
Uve: Glera. Perlage: fine, elegante e persistente. Al naso si presenta intenso, fruttato. Abbastanza fresco, sapido, armonico.

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry Millesimato, 2016
Uve: Glera. Perlage: a grana sottilissima, continuo. Al naso si presenta intenso, fruttato con sentori di pesca e melone. Al gusto è morbido, pieno, armonico.

Valdobbiadene Superiore di Cartizze Dry Arzanà, 2016
Uve: Glera. Perlage: a grana sottilissima, continuo. Intensi sentori fruttati, fragrante. Gusto fresco, fruttato. Armonico.

Metodo Lungo Cavazzani Brut Kálibro, 2013
Applicazione del Metodo Cavazzani Lungo, che prevede la rifermentazione e successiva maturazione in autoclave per un periodo fra i 6 e 12 mesi. La durata non è l’unica differenza con il metodo “corto”. Prevede infatti che al suo interno siano installati degli agitatori a elica e che hanno il compito di rimettere in sospensione i sedimenti della fermentazione. Questo favorisce l’arricchimento della struttura del vino e conferisce un profilo sensoriale più complesso. Perlage: minuto e brioso. Al naso è elegante, fine, sentori di arachidi tostate, miele di Acacia e vaniglia. Al gusto è fresco, sapido e con fitta persistenza fruttata.

Vini fermi

Colli di Conegliano Bianco DOCG Mina, 2015
Uve: Chardonnay, Incrocio Manzoni 6.0.13, Sauvignon. Affinamento in Acciaio. Sentori di frutta fresca e floreali. Al gusto è sapido e fresco.

Colli di Conegliano Bianco DOCG Crevada, 2013
Uve: Chardonnay, Incrocio Manzoni 6.0.13, Sauvignon. Cugino del precedente ma con affinamento in Barrique. Complesso con spiccati sentori di frutta matura e vanigliati. Al gusto è di ottima struttura e buona persistenza.

Colli di Conegliano Rosso DOCG Croder, 2013
Uve: Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Marzemino. Intenso, con note varietali ben integrate dall’aroma del legno. Al gusto è di ottima struttura, con tannini ben bilanciati, intenso e di buona persistenza.

Marzemino di Refrontolo Passito DOCG Fervo, 2015
Uve: Marzemino. (Appassimento naturale su graticci di canna per 90 gg. circa). Fine con decisi sentori di marasca e frutti di bosco. Al Gusto è dolce, di corpo, armonico, sapido, con gusto di mora e frutti di bosco.

E per concludere… congratulazioni ai nuovi degustatori!

La serata si è poi conclusa con il Vice Presidente di AIS Lombardia Hosam Eldin Abou Eleyoun che ha consegnato gli Attestati di Degustatore Ufficiale ai 30 sommelier che hanno superato l’esame di abilitazione lo scorso novembre 2016. Tra i premiati anche i nostri tre neodegustatori della Delegazione di Como:  Andrea Campanari, Marco Misitano e Luca Terzi.